Negli ultimi mesi l’interesse verso le nuove procedure di controllo sui conti correnti ha visto una crescita esponenziale, a seguito di aggiornamenti normativi e tecnologici adottati dall’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo principale del Fisco italiano è rendere sempre più efficaci le verifiche su movimentazioni sospette, redditi occultati e operazioni irregolari, sfruttando strumenti automatizzati e database interconnessi.
Come avvengono i controlli sui conti correnti
Le procedure di controllo si sono profondamente rinnovate con l’introduzione di strumenti avanzati come il redditometro 2.0 e il software Cerebro. Questi sistemi permettono l’incrocio dei dati fiscali, bancari e patrimoniali in modo molto più efficiente rispetto al passato. Grazie all’integrazione tra banche dati pubbliche e fonti istituzionali, le autorità possono consultare e rielaborare informazioni su redditi, beni immobili, attività economiche e flussi di denaro con un dettaglio senza precedenti. Cerebro, in particolare, è stato autorizzato dal Garante per la Privacy con uno specifico provvedimento, che ne delimita gli ambiti d’utilizzo e garantisce il rispetto della normativa privacy vigente.
Il monitoraggio è sempre condizionato all’emergere di ragioni fondate di sospetto relative a evasione fiscale, riciclaggio o accumulo di ricchezze non giustificate. Non si tratta dunque di una sorveglianza indiscriminata, ma di controlli mirati attivati su specifiche segnalazioni o incongruenze nei dati dichiarati rispetto ai movimenti effettivi nei conti bancari. La funzione principale di questi strumenti è scovare le differenze tra il reddito dichiarato e le spese sostenute, facendo emergere eventuali incongruenze da approfondire.
Cosa può vedere concretamente l’Agenzia delle Entrate
I poteri ispettivi dell’Agenzia sono particolarmente estesi grazie alle più recenti normative. Banche e poste trasmettono periodicamente al Fisco:
- Estratti conto dettagliati, con saldi e tutte le operazioni in entrata e uscita
- Informazioni su assegni, bonifici, versamenti e prelievi
- Dati relativi a carte di credito e investimenti finanziari
- Movimenti sospetti, come bonifici internazionali, trasferimenti tra conti non intestati allo stesso soggetto, prelievi/versamenti ricorrenti o di elevato importo
- Rapporti bancari anche di familiari conviventi, soci o persone collegate al contribuente sotto verifica
L’autorità utilizza algoritmi come l’“anonimometro” per analizzare i dati nella fase iniziale senza comprometterne la privacy. Quando vengono individuate anomalie – come ad esempio un flusso di denaro superiore al reddito dichiarato, assenza di prelievi sospetta rispetto al tenore di vita, o versamenti non giustificati – il caso viene approfondito con convocazione del contribuente per chiarimenti e richiesta di documentazione di supporto.
Quali sono i movimenti e le operazioni che fanno scattare l’allerta
Le operazioni bancarie che attirano maggiormente l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate sono quelle non coerenti con il profilo fiscale del cliente, come:
- Frequenti prelievi in contanti (potrebbero celare pagamenti “in nero” o utilizzo illecito del denaro)
- Versamenti consistenti o regolari (considerati possibili segnali di redditi occultati o trasferimenti sospetti)
- Bonifici internazionali senza giustificazione congrua
- Movimenti tra conti intestati a terzi
- Regolarità nei flussi di denaro non in linea con dichiarazione redditi presentata
- Movimenti collegati a riciclaggio o altri reati finanziari
- Assenza totale di prelievi per lunghi periodi, anomala rispetto al fabbisogno stimato
Oltre ai movimenti bancari, vengono sottoposte a verifica anche operazioni come acquisti di beni di lusso, proprietà immobiliari, investimenti atipici e perfino il tenore di vita complessivo rispetto ai dati ufficialmente dichiarati.
Nuove tecnologie, intelligenza artificiale e controlli incrociati
Il salto di qualità dei controlli si deve soprattutto alla possibilità di utilizzare intelligenza artificiale e software di web scraping mirato, così da attingere informazioni anche da fonti online e archivi pubblici, sempre tramite l’utilizzo del codice fiscale del soggetto oggetto di indagine. L’AI riduce gli errori umani e permette di concentrare le indagini su situazioni effettivamente a rischio, aumentando la velocità delle verifiche.
L’Agenzia delle Entrate, inoltre, dispone oggi dell’accesso all’Archivio dei rapporti finanziari, alimentato in automatico dagli istituti di credito. L’incrocio dei dati si estende agli anni precedenti; non a caso, le prime analisi automatizzate hanno preso in esame i movimenti riferiti già al 2017, per verificare la mancata presentazione delle dichiarazioni a fronte di importanti movimentazioni finanziarie.
Quando scattano i controlli approfonditi?
Un controllo può scattare in vari casi:
- Segnalazioni da parte degli istituti di credito su movimenti anomali (ad esempio trasferimenti superiori a determinate soglie)
- Incongruenze tra dichiarazione dei redditi e movimentazione bancaria
- Analisi di rischio elaborate tramite analytics e algoritmi predittivi
- Verifiche su contribuenti già coinvolti in accertamenti, estesi anche a familiari e conviventi
Il sistema di compliance fiscale prevede anche un’attività massiva di “inviti al contraddittorio” o lettere di compliance, che già nel 2024 hanno superato i 3 milioni di casi, invitando i contribuenti a chiarire e regolarizzare la propria posizione qualora emergano irregolarità.
L’intervento del Fisco non è sempre immediato: prima di procedere con l’accertamento, l’Agenzia effettua una valutazione del rischio di evasione, in modo da indirizzare le risorse laddove vi siano concrete probabilità di irregolarità.
Privacy, limiti e difesa del contribuente
Nonostante le ampie possibilità di verifica, l’Agenzia delle Entrate deve sempre rispettare i limiti imposti dalla normativa sulla privacy. I controlli non sono indiscriminati e avvengono nel rispetto della tutela dei dati personali; ogni accesso non motivato o privo di fondamento può essere soggetto a contestazione e sanzione per abuso. I dati gestiti restano protetti fino a che non sussistano cause giustificative per la loro elaborazione e collegamento con la reale posizione fiscale del contribuente.
Qualora un contribuente venga coinvolto in verifiche, ha diritto a:
- Essere informato sulle ragioni del controllo
- Presentare giustificazioni e documentazione a supporto delle proprie attività bancarie
- Chiedere l’accesso agli atti e l’assistenza di un professionista
- Opporsi a eventuali sanzioni ingiustificate, anche tramite ricorso agli organi competenti
Nel nuovo scenario fiscale, l’invito alla trasparenza e all’adeguata giustificazione delle operazioni bancarie diventa centrale per evitare conseguenze spiacevoli, sanzioni o azioni più gravi. Le innovazioni tecnologiche al servizio dell’Agenzia delle Entrate rappresentano sicuramente uno strumento efficace nella lotta all’evasione, ma pongono anche l’accento sull’importanza di una corretta informazione e assistenza ai cittadini.
In conclusione, la trasparenza nelle movimentazioni, la coerenza tra il tenore di vita e la dichiarazione dei redditi e la prontezza nel fornire spiegazioni e documentazione rappresentano oggi le migliori difese per il cittadino in un contesto in cui i controlli fiscali sono sempre più accurati e capillari.








