I buchi contributivi rappresentano uno dei principali ostacoli per molti lavoratori italiani che si trovano a fare i conti con intervalli della propria carriera non coperti da versamenti previdenziali. Queste interruzioni possono derivare da periodi di inattività forzata, disoccupazione, malattia, maternità, o semplicemente da situazioni in cui il rapporto di lavoro non prevedeva la copertura contributiva. Negli anni, il legislatore e l’INPS hanno introdotto strumenti per colmare queste lacune, come il riscatto dei periodi non coperti e l’accredito dei contributi figurativi, elementi che incidono profondamente sia sul diritto che sulla misura della pensione futura.
Cosa sono i contributi figurativi e come funzionano
I contributi figurativi sono una speciale tipologia di accredito che il sistema previdenziale riconosce al lavoratore per determinati periodi in cui non ha prestato attività lavorativa, ma merita comunque di veder valorizzato ai fini pensionistici quel tempo. Tali periodi possono essere riferiti, ad esempio, a servizio militare, maternità obbligatoria, malattia lunga, infortunio, disoccupazione indennizzata o cassa integrazione. In queste circostanze, pur non essendo stati effettivamente versati contributi dal datore di lavoro o dal lavoratore, lo Stato li accredita per non penalizzare chi è stato temporaneamente escluso dal mercato del lavoro.
I contributi figurativi vengono riconosciuti d’ufficio per alcune situazioni standard (ad esempio il militare di leva), mentre in altri casi su domanda, come per lunghe assenze dal lavoro. Il contributo figurativo si aggiunge a quello realmente versato, concorrendo a rafforzare l’anzianità contributiva complessiva.
Tra le principali situazioni in cui si possono ottenere contributi figurativi vi sono:
- Servizio militare o servizio civile sostitutivo
- Maternità obbligatoria
- Assenze per malattia o infortunio lungo
- Cassa integrazione e mobilità
- Disoccupazione indennizzata
L’obiettivo dei contributi figurativi è quindi compensare i periodi in cui il lavoratore avrebbe subito un danno previdenziale, evitando che il proprio montante contributivo si riduca in modo significativo per cause non dipendenti dalla propria volontà.
Il riscatto dei buchi contributivi: la pace contributiva
Per quei periodi della vita lavorativa in cui non vi sia diritto ad accrediti figurativi ma esistano buchi nella posizione assicurativa, è oggi possibile, in via sperimentale, procedere al riscatto di questi intervalli. La cosiddetta pace contributiva rappresenta una misura di particolare interesse per i lavoratori il cui primo contributo è stato versato dopo il 31 dicembre 1995. Secondo la normativa vigente, fino al 31 dicembre 2025 è possibile riscattare, per un massimo di cinque anni (anche non continuativi), i periodi non coperti da alcuna forma di contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria, relativi agli anni successivi al 31 dicembre 1995 e precedenti il 1° gennaio 2024.
La procedura di domanda avviene tramite il portale dell’INPS, i patronati o il contact center, utilizzando moduli appositi. Il costo del riscatto è a carico del lavoratore e può essere sostenuto anche dal datore di lavoro come misura di welfare aziendale, permettendo così di incrementare la propria anzianità contributiva e, di conseguenza, il diritto e la misura della pensione futura. Il riscatto dei buchi contributivi è un’opportunità valida soltanto se la lacuna non è già coperta da alcuna altra contribuzione, obbligatoria o figurativa; la domanda deve essere presentata entro le scadenze fissate, pena la decadenza del beneficio.
Effetti dei contributi figurativi e dei riscatti sulla pensione
La presenza di contributi figurativi è essenziale sia per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione (per esempio, 20 anni per la pensione di vecchiaia o 42 anni e 10 mesi per quella anticipata), sia per la determinazione dell’importo dell’assegno finale. I periodi accreditati figurativamente si sommano a quelli effettivi, aumentando così la anzianità contributiva globale.
Nel sistema pensionistico italiano, la misura della pensione (ossia l’importo mensile effettivamente percepito) si basa su due parametri fondamentali: l’anzianità contributiva e il montante contributivo. I contributi figurativi incidono in modo positivo soprattutto nei casi in cui siano validi sia per la maturazione dei requisiti di accesso sia per la determinazione della misura. Non tutte le tipologie di contributi figurativi hanno però lo stesso peso per tutte le prestazioni: ad esempio, per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata i contributi figurativi possono valere in misura differente e, in taluni casi specifici, esistono norme restrittive.
Le tipologie di contributi che incidono sulla posizione previdenziale sono:
- Contributi obbligatori: versati dal lavoratore e dal datore di lavoro durante l’attività lavorativa
- Contributi volontari: versati spontaneamente per integrazione del proprio conto assicurativo
- Contributi figurativi: riconosciuti per legge in presenza di specifiche cause
- Contributi da riscatto: versati a posteriori per coprire periodi scoperti, ad esempio anni di studio universitario o di lavoro non ufficiale
Monitoraggio della posizione contributiva e attenzione alle lacune
Per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese al momento della liquidazione della pensione, è fondamentale monitorare con regolarità l’estratto conto contributivo tramite il portale INPS e, in caso di anomalie o periodi scoperti, verificare la possibilità di ottenere il riconoscimento di contributi figurativi o intraprendere la procedura di riscatto dei buchi contributivi.
Il rischio di lacune contributive si verifica con maggiore frequenza in carriere discontinue o caratterizzate da passaggi tra diversi regimi previdenziali (es. autonomi, gestione separata, dipendenti). Tali situazioni possono influire negativamente non solo sull’età accesso alla pensione, ma anche e soprattutto sull’importo finale dell’assegno mensile. Ecco alcune strategie utili:
- Verificare periodicamente la completezza dell’estratto conto contributivo INPS
- Chiedere la valorizzazione o il riconoscimento dei periodi di servizio che danno diritto ai contributi figurativi (esempio: militare, maternità)
- Utilizzare la pace contributiva per riscattare eventuali buchi, entro i limiti e con i requisiti richiesti
- Rivolgersi ai patronati per assistenza nella presentazione delle domande o nella ricostruzione della posizione assicurativa
Occorre sottolineare che il valore ottenuto attraverso l’accredito figurativo può, in termini di importo pensionistico, non coincidere sempre precisamente con quello dei contributi effettivamente versati, soprattutto se la carriera è stata caratterizzata da retribuzioni elevate: per alcune prestazioni, infatti, il calcolo avviene secondo criteri specifici che possono ridurre in parte il beneficio figurativo. Tuttavia, l’importanza di questi contributi resta elevata in quanto consentono di acquisire il diritto al trattamento pensionistico e di avvicinarsi, o raggiungere, i requisiti necessari per la pensione anticipata o di vecchiaia.
In sintesi, contributi figurativi e riscatto dei buchi contributivi sono strumenti imprescindibili per costruire una futura pensione più solida e per evitare penalizzazioni dovute a carriere lavorative discontinue o con interruzioni. Informarsi per tempo, agire in modo proattivo e valutare tutte le possibilità offerte dall’attuale sistema previdenziale può fare davvero la differenza nella sicurezza economica degli anni della pensione.








