La retribuzione degli addetti alle pulizie in Italia suscita da sempre grande interesse, specialmente perché si tratta di una professione diffusa e fondamentale in molteplici settori, ma spesso sottovalutata in termini economici. Negli ultimi anni, i salari hanno subito variazioni legate sia ai cambiamenti nei contratti collettivi nazionali, sia all’andamento generale del mercato del lavoro. Esaminare le cifre ufficiali e i dati aggiornati al 2025 permette di fare chiarezza su quanto guadagna realmente un lavoratore o una lavoratrice impiegato in questo ambito.
Panorama dei salari: dati ufficiali e medie nazionali
La paga prevista per chi lavora regolarmente come addetto alle pulizie dipende da molteplici fattori. Secondo le ultime rilevazioni, la retribuzione annuale si posiziona normalmente tra 10.000 e 22.000 euro lordi all’anno per i contratti a tempo pieno, con una media nazionale che oscilla attorno ai 14.000-15.000 euro lordi. Nel concreto, questo corrisponde a uno stipendio mensile lordo di circa 1.000-1.500 euro, con picchi minimi e massimi che variano sensibilmente a seconda della città, dell’anzianità e dell’ambito di impiego.
Per i lavoratori alle prime esperienze o con contratto di base, la cifra di ingresso si posiziona mediamente su 14.300-14.900 euro annui lordi. Nelle grandi città o in realtà con particolari richieste di professionalità, tale importo può arrivare e superare i 16.900 euro annui. Per chi invece svolge attività presso aziende sanitarie, hotel di fascia alta o imprese industriali, sono documentate anche retribuzioni superiori alla media, specialmente in presenza di specializzazioni o mansioni aggiuntive.
Paga oraria, mensile e differenze individuali
Analizzando i dati da diverse fonti specialistiche si registra che la paga oraria per un addetto alle pulizie, secondo le tabelle sindacali e gli standard di settore, si attesta mediamente tra 6 e 9 euro netti all’ora, con un valore lordo compreso generalmente tra 7 e 15 euro. La forbice è ampia perché incide in modo determinante il contratto collettivo nazionale (CCNL) di riferimento e l’anzianità di servizio.
Per chi lavora a tempo pieno, i dati mostrano che uno stipendio mensile lordo varia tra 1.017 e 1.570 euro nei primi anni di lavoro, con una progressiva crescita che può portare dopo cinque anni ad assestarsi tra 1.150 e 1.700 euro mensili lordi. Alcuni portali riportano anche stipendi netti mensili a partire da 650 euro fino a oltre 1.500 euro, in base a ore lavorate, sede e tipo di struttura.
Nel caso di lavoro part time o con orario ridotto, la retribuzione viene ovviamente proporzionata alle ore settimanali effettivamente svolte. Non va trascurato, inoltre, che in molte realtà, soprattutto nelle aziende di pulizie e nelle cooperative, la retribuzione oraria netta effettiva può attestarsi intorno ai 6 euro o poco meno, soprattutto nei contratti meno favorevoli o nelle province con mercato meno competitivo.
Fattori che influenzano il salario e casi particolari
Sono diversi i fattori che incidono sulla busta paga di un addetto alle pulizie. Il primo elemento è il tipo di contratto: lavorare come dipendente diretto di una grande azienda, in ambito industriale o nel settore pubblico, offre spesso benefit aggiuntivi e migliori condizioni rispetto al lavoro presso condomini privati o piccole imprese. Un elemento chiave è anche il settore di riferimento: le pulizie industriali o in ambienti ad alta specializzazione (ad esempio, sanificazione in centri ospedalieri) sono mediamente più pagate delle pulizie civili tradizionali.
La zona geografica riveste un ruolo fondamentale: nei grandi centri urbani o nelle località turistiche, la richiesta maggiore di personale e il costo della vita più elevato portano a stipendi leggermente superiori alla media nazionale. Ad esempio, un addetto alle pulizie a Milano, Roma o Napoli può percepire anche oltre il 10% in più rispetto a un collega in una provincia meno richiesta.
Un altro elemento da considerare è l’anzianità: l’esperienza accumulata e la permanenza pluriennale presso una stessa azienda spesso permettono di accedere a scatti di anzianità e premi di produttività che portano il salario anche oltre i 20.000 euro lordi l’anno in alcuni contesti. Esistono poi le tredicesime, quattordicesime e le varie indennità previste dai contratti che possono far crescere la retribuzione totale, rispetto al solo stipendio base.
Retribuzione nei diversi contesti: imprese, hotel e privati
Le imprese di pulizia e le cooperative rappresentano la forma di impiego più diffusa per questa mansione. Qui la paga oraria netta viene spesso calcolata al centesimo e stabilita dalle trattative sindacali, ma di fatto si discosta di poco dalla media nazionale, con alcune oscillazioni in positivo nelle aziende strutturate o negli appalti pubblici.
Per chi si impiega negli alberghi e nelle strutture ricettive, soprattutto in aree turistiche, le cifre possono essere più elevate specialmente nei periodi di alta stagione: in alcuni hotel di fascia alta, lo stipendio mensile può arrivare anche a 2.000 euro netti nei mesi più intensi. In media, comunque, chi lavora in hotel o presso grandi complessi percepisce tra 1.017 e 1.700 euro al mese, con la possibilità di straordinari e bonus di produttività per il lavoro festivo o notturno.
Il lavoro come addetto alle pulizie domestiche presso privati si colloca generalmente su livelli leggermente inferiori, anche se le condizioni possono essere molto flessibili e, in alcuni casi, la possibilità di integrare più commesse nella stessa giornata permette di raggiungere stipendi competitivi. Va ricordato che i lavoratori domestici godono di proprie tabelle retributive e versamenti previdenziali separati rispetto alle posizioni aziendali o industriali.
Curiosità e aspetti contrattuali
- Molte aziende offrono, oltre allo stipendio base, benefit come assicurazione sanitaria, premi di produttività e giorni di permesso retribuito, elementi che possono migliorare il pacchetto retributivo totale.
- Secondo le tabelle di alcuni contratti nazionali, la paga oraria minima può aumentare annualmente sulla base dei rinnovi contrattuali o degli adeguamenti istat all’inflazione.
- Gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno o festivo sono regolati dal CCNL e incidono notevolmente sulla retribuzione totale nei mesi di attività intensificata.
Considerazioni finali e futuro della professione
Quello dell’addetto alle pulizie è un lavoro che garantisce oggi una retribuzione stabilmente ancorata alle tabelle sindacali, ma che risente ancora di forti divari territoriali e contrattuali. Le prospettive future indicano una crescente necessità di figure qualificate in grado di intervenire sia in ambito tradizionale che nella sanificazione di ambienti specializzati, con potenziale impatto sull’aumento dei livelli retributivi e sulle possibilità di carriera.
Nonostante esistano ancora zone grigie di minimi salariali o casi di sottoccupazione, la crescente attenzione sulla sicurezza, la qualità dei servizi e la tutela dei diritti dei lavoratori lascia pensare a un progressivo innalzamento degli standard economici medi del settore, specialmente laddove le aziende investono in formazione, sicurezza e innovazione dei processi produttivi.
In sintesi, lavorare come addetto alle pulizie significa oggi percepire una retribuzione commisurata all’esperienza, alla città di impiego e alle specifiche del contratto, con una paga media allineata a tutte le principali categorie del settore dei servizi, ma con margini di crescita reale in caso di specializzazione e anzianità.








